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09/10/2007 - Al servizio del futuro. CMT si presenta a Parma con l’ultima innovazione per la produzione di mozzarella per pizza e con la certezza che solo la ricerca potrà spingere la ripresa del settore. Abbiamo chiesto qualche anticipazione all’ad Stefano Tomatis

CMT guida il mercato delle macchine per la produzione di formaggi a pasta filata, mozzarella su tutti. Il Cibus Tec rappresenta un appuntamento tradizionale per l’azienda piemontese, che fa della ricerca tecnologica la sua ragion d’essere. Non trascorre anno che i tecnici CMT non mettano a punto una novità assoluta per il settore. Per questo anche nell’edizione 2007 della rassegna parmense si potrà ammirare in tutti i particolari, anche attraverso supporti multimediali, il funzionamento dell’ultima linea pensata per la produzione di mozzarella in formato Jollystick. Per sapere di più su come l’azienda ha preparato la partecipazione alla fiera, abbiamo rivolto alcune domande all’amministratore delegato, Stefano Tomatis.
A che punto è la vostra ricerca e che cosa vedremo di innovativo allo stand?
La ricerca in CMT è un processo continuo, in costante evoluzione, da sempre uno dei punti centrali della nostra attività. La nostra filosofia è infatti quella di cercare, se possibile, di anticipare le esigenze del mercato e creare innovazione. La migliore testimonianza di questo sono i nostri numerosi brevetti internazionali. Ci muoviamo in tutte le direzioni, dalla tecnologia ai materiali… L’obiettivo è quello di fornire tecnologia e servizio al top, migliorando, ove vi siano i margini, l’efficienza dei processi e, negli ultimi anni, con un occhio di riguardo per l’ambiente. Per questa fiera abbiamo deciso di portare una linea dedicata alla produzione della mozzarella nel formato Jollystick, la cui idea era stata anticipata nella scorsa edizione del Cibus Tec e che oggi è realtà con i primi impianti in produzione. Crediamo molto in questa linea, formata dalla macchina HS2D, specifica per prodotti di piccola pezzatura, e da uno specifico tunnel di asciugatura: rappresenta una delle più importanti innovazioni tecnologiche nella produzione del pizza-cheese. E poi non escludo ci possano essere delle sorprese, ma per queste preferisco dare appuntamento direttamente allo stand.
Quali risorse e strategie avete sviluppato per la kermesse?
Differentemente dagli anni scorsi, non punteremo su un gran numero di macchine. Pensiamo che oggi, più che esibire il proprio livello di qualità nella costruzione - una dote che fortunatamente il mercato da sempre ci riconosce - sia importante far vedere le macchine in produzione e non solo in maniera statica, per comunicare meglio le caratteristiche tecnologiche essenziali, che altrimenti 74 l’osservatore sarebbe costretto a immaginare soltanto. Pertanto, si potranno vedere filmati delle nostre macchine in azione presso caseifici. Ovviamente non trascureremo anche le forme di comunicazione ‘statiche’ e più tradizionali, come fotografie e brochure. Infine - ed è questo l’aspetto più importante - saremo personalmente a disposizione di tutti coloro che desidereranno incontrarci per fornire qualsiasi informazione e condividere la nostra esperienza. Per CMT il fattore umano è fondamentale: crediamo nel valore delle persone.
Che obiettivi vi siete posti?
Partecipare a una fiera è un momento importante e delicato per le aziende: il mercato si attende sempre qualche segnale o ‘colpo ad effetto’, quindi occorre cercare di soddisfare le aspettative. Sappiamo che il comparto ha attraversato, e in parte ancora sta attraversando, momenti difficili e di grande incertezza, ma con la nostra presenza vogliamo testimoniare che noi crediamo sempre in questo mercato e che vogliamo essere al fianco dei produttori di paste filate mettendo a disposizione il nostro patrimonio di conoscenze ed esperienze per aiutare la ripresa. Inoltre per noi, dopo così tanti anni, è anche un’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici con i quali confrontarci, recepire le nuove esigenze, proporre le nostre idee… Questa forma particolare di rapporto e collaborazione è ciò che ci ha permesso di crescere fino a dove siamo oggi e penso abbia giovato anche ai clienti stessi.
Come sta andando il settore e cosa prevedete per il futuro?
Quest’anno per noi è stata un’ottima annata, e questo vuol dire che il settore è vivo ed è in ripresa, nonostante le numerose difficoltà, come le ben note problematiche delle quote latte, le nuove sfide legate agli aspetti degli impatti ambientali e ai costi per la riduzione e l’abbattimento delle emissioni inquinanti. Speriamo che questa ripresa sia stabile; chiaramente è importante che gli imprenditori del settore sappiano fare delle scelte coraggiose, investendo in tecnologie innovative per il definitivo rilancio. È ciò che noi, in qualità di fornitori, stiamo già facendo per supportarli al meglio.
Limiti e pregi dello scenario italiano?
Il comparto caseario in Italia si muove tra mille difficoltà principalmente a causa del già citato problema delle quote-latte e degli elevati costi che affliggono tutte le attività produttive nel nostro paese; inoltre la situazione italiana è decisamente particolare, con numerose aziende di piccole dimensioni e pochi grandi gruppi industriali. Però il livello di qualità è elevatissimo ed è apprezzato in tutto il mondo. Non dimentichiamo che le paste filate sono nate in Italia e si sono diffuse (anche grazie alla pizza) in tutti gli altri paesi, dagli Stati Uniti al Giappone.

La Rivista del Latte • Set./Ott. ‘07

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